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 Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu

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La siigoo (: ???
a) sii la amo
46%
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b) me encanta
7%
 7% [ 3 ]
c) siguela o te mato xD
44%
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MensajeTema: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 23rd 2010, 09:37

Mi Pirata Malvado
Sharon Rona




Protagonistas adaptados: Joseph & ______


Argumento:


PRIMERO ÉL LE DIO UN BESO MALVADO…
______, con sus ojos azul celeste, era con mucho el tesoro más exquisito jamás reclamado por el malvado pirata conocido como la Víbora, pero sus motivos se volvieron más profundos que su promesa de raptar a la enérgica heredera de Yorkshire. Controlar las aguas del Caribe era el medio para conseguir su objetivo: reclamar su patrimonio… y su deuda de sangre contra quienes lo habían traicionado.

LUEGO LE DIO NOCHES DE MALVADO PLACER…
Cómodamente prometida en matrimonio con un noble, ______ nunca imaginó las embriagadoras emociones implicadas en el verdadero juego de la seducción, juego que este rufián parecía disfrutar muchísimo con ella. Arrastrada hacia una aventura que pronto puso al descubierto a un caballero y a un alma gemela bajo la cruel apariencia de un corsario, ______ comenzó a ablandarse con su enigmático captor, mientras su orgullo y su corazón caían bajo su erótico hechizo.

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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 23rd 2010, 15:21

primera lectoraaaaaaaaaaaaaaaaaaa yero me gusto mucho se ve que va a haer interesante Twisted Evil
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Maiih* [:
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 23rd 2010, 21:44

Nueva lectora!!!
Yero se ve suuper interesante la nove Wink
Poon cap!! Plis!!
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 24th 2010, 07:53

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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 24th 2010, 12:04

Graxiias Por las que comentaron (:
lo apreciio muuxo! pero no se val ke solo vean y no comenten ¬.¬ bno x'ss
aki les dejo el 1 cap!.. spero les gustee y comenten muuxoo (:
Es LArgo ^^
_________________________________________________________________

Capítulo 1

Indias Occidentales,
septiembre 1705


______ abrió los ojos a causa de los fuertes golpes en la puerta de su camarote. Se sentó en la cama, embriagada por el olor a sal y a mar que entraba por las portas y por los dulces fragmentos de su sueño: iba corriendo por una playa de arena blanca salpicada de palmeras. Recordaba un mar azul con rugientes olas que rompían en la espuma blanca. Era libre.
—Milady, ¿puedo entrar? ¡Es urgente! —John Hopkins, el primer oficial del Pink Bery , insistió detrás de la puerta, con la voz tensa de preocupación.
______ exhaló un suspiro dejando que su sueño se desvaneciera.
—Sí, señor Hopkins. Entrad.
La puerta se abrió. El farol de Hopkins penetró la oscuridad. Tenía una expresión ceñuda.
—Siento molestaros a estas horas impiadosas, milady, pero... —Se detuvo al verla.
Parpadeando perezosamente con ojos felinos, ella se estiró la sábana hasta el mentón y se apartó unos mechones de cabellos enredados que bajo la luz de la luna parecían más plateados que dorados.
—Sí, Hopkins, ¿qué sucede?
—¡Piratas! Nos están atacando...
El ruido de los cañones retumbó en el horizonte, desnucando una estrepitosa andanada de costado y provocando una terrible explosión que impactó en el barco. Las paredes se hicieron trizas. El barco se balanceó bruscamente. Del otro lado de la puerta sobrevino el caos. Tirada sobre las almohadas, ______ oyó a los oficiales vociferando, a los marineros corriendo de prisa en cubierta y las armas disparando.
—¡Demonios! —Hopkins cayó de rodillas junta a la cama de ella—. Milady, ¿os encontráis bien?
—Sí, sí, estoy bien —respondió ______ sin aliento y temblando, aunque todavía entera—. ¿Y vos?
—Bien —Hopkins se puso de pie, estirándose la chaqueta de color azul marino—. Debemos sacaros de este barco, milady. Disculpad el atrevimiento, pero debéis vestiros, y de prisa, pues nos caerán encima en cualquier momento. No podremos mantener la delantera por mucho tiempo, y esa es una fragata de setenta cañones. Debo asegurarme de que os encontréis sana y salva para cuando ellos lleguen.
—¿Sana y salva? ¿Dónde? —preguntó ella mirando hacia las portas abiertas. El agua y la noche los rodeaba por todas partes y no muy lejos asomaba una enorme embarcación, abriéndose paso a toda vela entre las olas, con las bocas de los cañones echando humo. Unas siluetas se desplazaban sobre las cubiertas, preparando las armas, preparándose para abordar el barco de ______. ¿Dónde diablos podía ir ella? Apartó las sábanas de un tirón y se calzó rápidamente las botas bajas. Ante un ataque pirata no había tiempo que perder.
—Izad bandera blanca, alférez. No permitiré que nos maten a todos por culpa de mis joyas.
Hopkins desvió la mirada y se aclaró la garganta:
—Disculpad, milady, pero las joyas no son el único botín que estos rufianes persiguen.
Ella echó una ojeada a su camisón. Un calor le subió por las mejillas. Si bien no era una muchachita que acabara de terminar sus estudios, en esa cuestión seguía siendo bastante inexperta.
—Debo... buscar a Betsy —Se echó una capa sobre los hombros y estaba a punto de salir cuando la criada irrumpió en el camarote.
—¡Una catástrofe nos ha caído encima, milady! —se lamentó Betsy al tiempo que una segunda andanada impactó en el barco. Cayeron al suelo. El farol de Hopkins se estrelló y dejó de alumbrar. Betsy pegó un grito. Aferrándose al poste de la cama, ______ se ayudó a ponerse de pie. Hopkins le tendió una mano a Betsy para ayudarla al tiempo que las conducía puertas afuera.
Subieron de prisa por la angosta escalera de cámara, bamboleándose por los bruscos balanceos del barco. Se chocaron con alguien:
—Señor —exclamó Matthews, el navegante—, el capitán McGee se ha rendido. La Víbora nos está abordando. ¡De prisa! No podemos resistir.
______ empezó a decir:
—¿La Víbora? ¿El italiano al que llaman Joseph?
Sobrenombre que le habían puesto por malvado y corrupto, Joseph era sinónimo de crueldad, sed de sangre y destrucción. Surcaba los mares apoderándose de un botín tras otro por su valentía, sus artimañas o por el mero terror que provocaba el mencionar su nombre; su leyenda se cernía sobre él cual nube de tormenta.
—Me temo que sí, milady —confirmó Matthews—. No contamos ni con los hombres ni con las armas para enfrentarlo. Ese rufián no había asaltado embarcaciones privadas en años. Él ataca flotas. No esperábamos que nos atacase a nosotros. Ni tampoco Su Excelencia.
—Que Dios nos ayude... —murmuró ______, recordando las advertencias de su abuelo.
El duque de Dellamore había vaticinado una catástrofe. Había estado terminantemente en contra de su viaje en barco a Jamaica para encontrarse con su prometido, el vizconde Silverlake. A ella aún le resonaban sus sermones en la cabeza: "En tiempos de guerra una joven no debería andar correteando por el mundo. Mi presencia es requerida en la Corte de Su Majestad y tú no puedes viajar sola. Si el hijo de Dentón desea hacerse de un nombre persiguiendo piratas al servicio de Su Majestad, ¡que lo haga sin ti!". Lamentablemente, Lucas Hunter, el distinguido Silverlake, sí lo estaba haciendo solo, mientras ella pasaba sus días lejos, en casa. Ella había intentado hacer entrar en razón al duque, recordándole que estaba comprometida en matrimonio con Lucas desde la infancia, pero él no la había escuchado. Había llegado a la solución de la discordia mediante mañas: ______ había derramado tantas lágrimas que el duque no había tenido otra alternativa más que rendirse. Si su abuelo hubiera sabido el verdadero motivo de su viaje en barco nada hubiera quebrantado su determinación.
—Prepara el bote, Matthews —ordenó Hopkins, y dirigiéndose a ______ dijo—: No temáis. San Juan está a no más de un día de viaje —Antes que el terror de naufragar en el mar se apoderara de ella, él la asió del codo y las instó a ella y a Betsy a seguir por las escaleras.
La escena en cubierta era infernal. El mástil estaba en llamas. Los piratas llegaban saltando con sogas. El metal sonaba ruidosamente, las armas explotaban. Abriéndose paso con cuidado en medio de las zonas de combate, Hopkins las condujo a estribor. Debajo de la barandilla, un pequeño bote se bamboleaba precariamente sobre las negras olas.
—¡Padre misericordioso que estás en los cielos! —exclamó Betsy al ver el bote.
—¿Y los demás? ¿Y el capitán McGee? —preguntó ______ con ansiedad mientras el alférez Hopkins la ayudaba a bajar por la escalerilla lateral. Ella recorrió con la vista la violenta batalla en cubierta. El humo acre le hizo arder las fosas nasales. Petrificada, observaba las llamas que iban envolviendo los mástiles y obenques. Doce años atrás, sus padres habían fallecido debido a un incendio desencadenado en un viaje de exploración que su padre había hecho a Oriente. En aquel entonces, con sólo doce años de edad, la habían dejado en la Mansión Dellamore junto a su hermano menor, Tom. En ese momento, como si tuviese enfrente a su propio padre, su sueño de sol brillante y libertad se estaba convirtiendo en una pesadilla.
—¡Descended, milady! —La apuró Hopkins—. ¡Ahora! —La sujetó de los brazos mientras ella bajaba el primer escalón. Le hizo un gesto tranquilizador con la cabeza antes de que cinco piratas lo rodearan por detrás.
______ pegó un alarido. Uno de los cinco rufianes sujetó fuertemente a Betsy. Otro tiró de ______ y la devolvió a cubierta. Debatiéndose salvajemente, ella estiró el cuello y alcanzó a ver a Hopkins luchando vigorosamente con sus atacantes, pero fueron llevados a la rastra hacia el área donde los triunfadores asesinos, ahora al mando del timón, rodeaban a la tripulación del Pink Beryl.
Apretadas una contra la otra, ______ sintió las manos frías de Betsy en la nuca, retorciéndole la larga melena en un rodete y metiéndoselo adentro de la capucha de la capa. ______ se estiró la capucha hasta el borde de los ojos.
—Cúbrete tú también, Betsy.
Una aguda tensión se apoderó del aire humeante. Estaban a la espera del hombre que podía llegar a terminar con sus días: a la mismísima Víbora.
Los piratas se agitaron y le abrieron paso entre sus filas. Conteniendo la curiosidad, ______ se acurrucó entre los pliegues de terciopelo de la capucha y escuchó a sus hombres que le daban la bienvenida hablando rápido en italiano. La Víbora se acercó más para inspeccionar a sus cautivos. Una ola de terror los invadió. El taconeo firme de las botas sobre los tablones repercutía en el corazón de cada uno de ellos. Se detuvo, ______ contuvo la respiración al percibir que él se había parado justo delante de ella.
—Giovanni, portami quella nel cappoto nero. Tráeme a la de la capa negra —ordenó con voz grave, y un hombre gigantesco con un parche negro cubriéndole un ojo se presentó ante ella.
Hopkins y Matthews se abalanzaron, pero unas afiladas dagas les bloquearon el paso.
—¡Déjala en paz, monstruo despreciable! —gritó Betsy sin temor—. ¡Ella es la nieta del duque de Dellamore! ¡Él te perseguirá por el resto de tus días!
La Víbora examinó a la criada, luego le dio instrucciones a uno de sus hombres:
—Rocca, tu prendi la piccola serva. Rocca, encárgate tú de la pequeña criada —Se dio vuelta y se marchó.
Lo único que ______ vio fue una siniestra sombra alta y negra que desaparecía entre los espesos remolinos de humo.

Levemente iluminado, el camarote de la Víbora ostentaba amplio espacio y bastante lujo. Giovanni la empujó suavemente para que entrara y trancó la puerta. A solas, ______ levantó la cabeza y echó un vistazo. No era el tipo de camarote donde se esperaba que residiera un salvaje. Unos gabinetes laqueados negro y dorado recubrían las paredes: típicos diseños de artesanos venecianos. Había elegantes sillones y sofás tapizados en satén color púrpura dispuestos en una sala de estar. Un escritorio de color ébano ocupaba el extremo más alejado, repleto de papeles y mapas; y hacia la izquierda de ella se erguía una cama con dosel, cubierta con un lujoso género de seda de color púrpura. La enorme sombra que proyectaba la cama le provocó un escalofrío que le subió por la espalda. Recordó las palabras de Hopkins advirtiéndole que las joyas no eran el único botín que los piratas perseguían. ¿Sería su suerte ser violada por la Víbora aquella noche? ¿Sería ese el motivo por el que la habrían llevado hasta allí?
Un antiguo escudo real pendía del dosel, cuyos colores negro, plateado y púrpura combinaban con los muebles. La insignia, aunque le resultaba extraña, representaba el prestigio de la familia por participar en las Santas Cruzadas: una serpiente devorando un sarraceno. Aparentemente, el rufián no tenía escrúpulos al decorar su camarote con todo tipo de tropelía, aunque eso significara un despliegue del valor y la magnificencia de otra persona.
La puerta se abrió a sus espaldas. El corazón de ______ se detuvo de un salto. La puerta azotó el marco de un golpe. Ella se metió en el hueco de la capucha, al tiempo que percibía un cuerpo voluminoso que se aproximaba por detrás.
—Buonasera, madonna —escuchó decir con voz pausada, por encima del hombro. Ella permaneció en silencio, siguiendo el sonido de los tacones de las botas que la rodeaban. Unas piernas largas y fibrosas, enfundadas en botas de cuero negro se detuvieron frente a ella—. Quitaos la capa —le dijo—. Veamos ese rostro que estáis tan decidida a ocultar.
Él era de los de gran tamaño, se percató sintiéndose pequeña y vulnerable. El pensar en los valientes tripulantes del Pink Beryl que habían luchado esa noche la ayudó a reunir coraje.
—¿Bien? —La voz se oyó más cerca y más ronca—. Ya habíais despertado mi curiosidad allá en cubierta, al ocultaros en lugar de papar moscas como el resto —Sonrió él de manera burlona—. Os aseguro que estoy bastante intrigado.
______ no se movió. Él sonaba bastante civilizado. Su inglés con acento italiano era el adecuado para ser hablado ante la presencia de la Reina. Sin embargo, a ella el corazón le dio un vuelco; el aliento cálido llenó la capucha.
—No tengo intención de haceros daño, sólo quiero conversar —le susurró a través de la capucha. Al ver que ella seguía rehusándose a quitársela, la persuadió—: Comprendo que os mostréis reacia a daros a conocer, pero hablarle a una capucha negra me resulta algo tedioso —Él esperó, con sus largas piernas separadas y firmes, hasta que de repente, sin previo aviso, la capucha de ella fue echada hacia atrás de un tirón.
______ quedó boquiabierta. Levantó la cabeza de golpe, provocando que el rodete flojo que tenía a la altura de la nuca se soltura y los cabellos le cayeran hasta la cintura, brillantes y dorados, de manera atractiva. Sobresaltada, finalmente se hallaba cara a cara con el pirata Joseph.
El asombro y la confusión chocaron en sus miradas. Los ojos oscuros y brillantes del pirata se entornaron con aire pensativo, como si la hubiese reconocido y estuviese repasando rápidamente en su memoria hasta lograr asociar el rostro con un sitio. Sin embargo, la perturbadora percepción fue nublada por la íntima reacción de ella al verlo. Rara vez ______ prestaba atención a los hombres, ya que estaba felizmente comprometida; pero aquel italiano alto y moreno que tenía parado ante ella, con ese físico tan sorprendente, era capaz de hacerle reconsiderar los votos hasta a una monja.
Una sonrisa lenta curvó esos labios atractivos.
—Piacere —Inclinó con gentileza su cabeza negra como el azabache en un saludo formal—. Qué inesperado placer.
De nuevo, ella se sintió acosada por la sensación de que él la reconocía, ¿pero cómo podía ser? Ella hubiera recordado haberlo visto antes. Sólo aquellos ojos eran inolvidables: profundamente expresivos y brillantes, en ese rostro de un intenso bronceado. Una cabellera espesa, lustrosa y negra azabache, alisada hacia atrás en una cola de caballo, le enmarcaban la frente y los altos pómulos, la nariz recta y la mandíbula fuerte y cuadrada: un rostro de guerrero esculpido en bronce. Una cicatriz con forma de media luna recorría la curva que iba desde la sien izquierda hasta la mejilla, aunque a ella le pareció que no entorpecía su belleza en lo más mínimo. Le sumaba personalidad a su aspecto, haciéndolo parecer aún más intrigante. Un par de pendientes le perforaban el lóbulo izquierdo: un diamante y una argolla de oro. Su figura era de un atractivo adicional: aquella gran estatura (le llevaba a Lucas una cabeza), y aquel físico fornido que irradiaba pura energía masculina. Su estilo de vestir era recatado, aunque terriblemente elegante, una suerte de italianos modernos habían dominado el campo de la moda mucho antes de que los franceses asumieran superioridad. Sus anchas hombreras se iban estrechando hasta formar la cintura de avispa de una chaqueta ceñida negra con ribetes plateados. Un fular color blanco niveo daba un efecto como de espuma sobre el cuello tostado. El era absolutamente irresistible, y absolutamente peligroso.
Sonriendo, enrolló un dedo en uno de los mechones dorados de los cabellos de ella.
—Allora? ¿Y entonces? ¿No tenéis nada que decir? ¿Os ha comido la lengua el gato?
______ le arrebató el mechón de cabello.
—¿Qué es lo que intentáis hacer con mi barco y mi tripulación? Si lastimáis a mi criada, o si un solo inglés muere esta noche...
Un brillo burlón destelló en sus ojos:
—¿No estáis ansiosa por saber qué intenciones tengo con vos, lady ______?
—Me importa un bledo lo que hagáis conmigo —dijo ella apretando los dientes al tiempo que sus manos frías se cerraban en puños a los costados del cuerpo—. Mientras mi gente salga ilesa.
—Ya veo —Un dedo atrevido le apartó uno de los extremos de la capa, dejando a la vista unos volantes de percal—. ¿Entonces puedo hacer con vos lo que me plazca? —Le preguntó él con una ceja levantada.
—¡Por supuesto que no! —Le arrancó de un tirón el extremo de la capa para ocultar su camisón.
Un golpe retumbó en la puerta.
—Entra! —ordenó, sosteniéndole la mirada temerosa.
Entraron cuatro hombres cargando los pesados arcones de ella. Los depositaron en el suelo y se marcharon cerrando la puerta.
—Como veis —cruzó los brazos a la altura del pecho—, todos los botines del barco son para el capitán.
—Tenía la idea de que hacía tiempo que habíais dejado de atacar barcos pequeños —dijo ella pausadamente, con tono mordaz—. ¿Es que sobrevinieron tiempos difíciles?
Él soltó una carcajada.
—Afortunadamente no; pero vos, milady, sois sin duda el premio más valioso que jamás haya adquirido. El mejor de los botines.
Consternada, aunque al mismo tiempo curiosa, ella recorrió con la mirada de arriba abajo su estructura, mientras él se dirigía hacia el mueble de las bebidas. Los ceñidos pantalones de color negro destacaban cada músculo tenso de sus esbeltas piernas. Llevaba una daga curva con mango plateado amarrada a la cintura, sobre una faja de seda color púrpura. Era una daga oriental: una shabariya. Su abuelo tenía una en la biblioteca. Recordaba haber oído alguna vez que Joseph había sido criado en la kava de Argel y que se destacaba por su destreza con las espadas. Ella notó además, a pesar de su temor, que el demonio vestía al tono con su camarote.
El cristal tintineó cuando él llenó una copa con un líquido de color ámbar claro.
—¿Puedo ofreceros un trago de coñac, milady? —la invitó de manera amable—. Ciertamente los acontecimientos de esta noche os habrán afectado los nervios. Una bebida fuerte ayudará a calmarlos.
—Pretendéis demasiado si creéis que beberé alcohol —dijo ella con tono mordaz—, y menos en compañía de un condenado pirata. ¡Brindad solo!
Los ojos de él recorrieron su silueta enfundada en la capa, haciéndola sentir extremadamente cohibida.
—La dama tiene una lengua afilada. Temo que habrá que desafilarla un poco —Cuando la ira de ella ardió visiblemente, él alzó una ceja elegante y renegrida en un gesto divertido—. Va bene. Como queráis —Bebió rápidamente el trago, cerrando un poco los ojos mientras la fuerte bebida le quemaba la garganta. Dejó la copa a un lado y continúo examinándola abiertamente—. Silverlake merece que lo maten por dejar que una mujer como vos navegue sola con hombres como yo deambulando por alta mar.
—¿Silverlake? —¿Cómo era posible que él conociera a Lucas?, se preguntó ella.
—Sí, Silverlake —Comenzó a caminar en dirección de ella—. Ese rubio tierno con el que estáis comprometida, lady ______. El mismo al que haremos una visita dentro de cuatro días. Nosotros dos.
El corazón se le encendió de esperanza:
—¿Entonces tenéis intención de mantenerme cautiva por un rescate?
—¿Tan ansiosa estáis de encontraros con el elegante caballero de Kingston? Qué romántico —Sonrió burlonamente—. Así es, de hecho tengo intención de devolveros a Silverlake. A cambio de cierto precio.
—Su Señoría pagará su precio de buena gana, Víbora, el que sea.
—Ah, ahora recuerdo —Apareció frente a ella; su cabeza quedaba tan extremadamente alta que la obligó a levantar la vista—. No hemos sido presentados apropiadamente. Permitidme —Le tomó la mano de manera galante.
______ se la arrebató de un tirón, dirigiéndole una mirada llena de veneno.
—Ya sé quién sois vos.
La irritación ardió en los ojos de él, pero la reprimió. Bajó la cabeza hasta acercarla a la de ella y le susurró:
—Mi nombre no es Víbora.
—Vuestro nombre es Joseph.
Él se enderezó sin decir nada.
—¿Entonces, cuál es el precio? —preguntó ella. Con el botín de joyas guardado en uno de sus arcones, él podía comprarse media Jamaica. ¿Cuán insaciable podía ser un hombre?
—Soy una persona razonable —dijo mientras se frotaba su mandíbula fuerte y bien afeitada, con aire pensativo—. Sólo tengo intención de reclamar lo que es mío, algo que no tiene precio —Aquella ceja indignante se levantó inquisitivamente—: ¿Vos tenéis precio, lady ______? ¿En doblones de oro, quizás?
Ella lo miró airadamente con aquellos ojos rasgados de color aguamarina que le daban un aspecto felino.
—Bestia —siseó.
El malvado rufián tuvo el descaro de echar la cabeza atrás y lanzar una carcajada.
—Estoy seguro de que esperáis que no lo sea, milady, aunque... —Le tocó el rostro sobresaltándola. Aunque lo único que hizo fue rozarle las mejillas con delicadeza, le provocó un curioso estremecimiento que le recorrió todo el cuerpo—. Estaría más que contento de cumplir con vuestras expectativas —Echó un vistazo en dirección a la cama y luego volvió a mirarla a ella. El sentido del humor y el desafío brillaron en aquellos ojos oscuros—. ¿Qué es exactamente lo que teníais en mente? ¿Violento y encantador, o placer prolongado? Estoy dispuesto a disfrutar con ambas cosas.
______ retrocedió. Él la siguió, pavoneándose de manera arrogante. Como un leopardo negro, pensó ella de mala gana, elegante y letal. Cuando la enjauló entre sus poderosos brazos y la pared, ella apenas logró murmurar:
—Silverlake os matará si me ponéis un dedo encima.
—Un daño grave, sin duda.
Con el corazón martillándole el pecho, ______ clavó la mirada en aquellos fascinantes ojos. Todo lo demás se desvaneció en la oscuridad. Ese rostro apuesto y el ancho de sus hombros musculosos le colmaron la visión. La tensión se oyó crujir entre ambos y por un breve instante ella casi olvidó quién era él.
Él le examinaba el rostro detalladamente, admirando esos ojos naturalmente rasgados de color azul verdoso, la graciosa nariz respingona, la suave redondez de sus mejillas. Su mirada se detuvo en los labios: carnosos, rosados, levemente temblorosos. La lujuria se le grabó en el iris:
—Sois hermosa —suspiró y ella sintió en los labios un intenso olor a coñac—. Creo que la furia de Silverlake es un castigo nimio por pasar una noche con vos, milady.
Jamás un hombre la había mirado de ese modo. ¡Ninguno! Ni siquiera Lucas, su prometido, jamás le había dicho que era hermosa. Cinco años atrás, cuando su hermano falleció en un duelo, ella tenía diecinueve años y se estaba preparando para hacer su debut en sociedad. Su primera presentación en sociedad tuvo lugar dos años más tarde, cuando su abuelo la presentó en Versalles ante la corte francesa, mientras se encontraba en Francia atendiendo asuntos diplomáticos. Aquel hombre —el pirata—, con esos ojos negros como la noche y aquel rostro como tallado en piedra, la estaba mirando fijamente... ¡como si ella fuera la mujer más deseable del mundo!
Él sonrió al notarla turbada... y con qué sonrisa pecaminosa. Los dientes blancos resplandecieron en un malvado contraste con la piel morena y ______ sintió profunda compasión por las mujeres que habrían caído en las redes de aquel bribón. Este hombre era absolutamente consciente del poder de su atractivo masculino.
—Vuestro preciado Silverlake es un idiota —pronunció Joseph lentamente—. Me temo que bien debería merecer la santidad cuando os devuelva ilesa.
______ tragó saliva con dificultad.
—¿De veras no tenéis intención de hacerme daño?
Joseph se acercó lo suficiente como para que ella viera las líneas que la vida le había tallado en la piel. Él no era tan joven como ella había asumido inicialmente. Había un lado severo y cruel en él; aunque también había algo más, inesperadamente, algo que ella tenía esperanza de no estar imaginando: un código privado de honor.
—¿Haceros daño? —Un aire extraño se reflejó en sus ojos. En un acto atrevido, le acarició los labios carnosos; la leve aspereza de su piel le resultó alarmantemente seductora. Bajó el tono de voz hasta que quedó un susurro ronco—: Una criatura hermosa como vos fue hecha para recibir placer, ______. No dolor.
Aturdida, ella simplemente atinó a mirarlo mientras él giraba sobre sus talones y abandonaba el camarote dejándola encerrada....
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 24th 2010, 15:37

me encantoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 24th 2010, 19:36

:O:O:O
OMG!
Mayonesa!!
siguele!!!
ahora!!
Jajajajaja
Razz
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 24th 2010, 19:36

:O:O:O
OMG!
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 24th 2010, 19:38

Omgg!!
Siiguelaa
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 24th 2010, 21:26

chiikas mañana temprano les subo! ahorita acbo de terminar con el bombardeo y lo que kiero es acostarme1 muuxas graciias x leer (: pasen x la otra!
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 25th 2010, 12:40

akii sta el 2 spero lo disfruten tanto km el primero (:

Capítulo 2


Los piratas del Alastor se entusiasmaron cuando al día siguiente Rocca escoltó a ______ hasta el castillo de proa. Abandonaron sus tareas y se quedaron papando moscas mientras ella atravesaba la cubierta soleada con un vestido largo de color rosado reforzado en las caderas y un escote demasiado profundo para mantener la calma en un mar de miradas lujuriosas. Ella se refugió bajo el sombrero de ala ancha, entornando los ojos por la luz radiante, recordándose que cualquier cosa era preferible a la deprimente Yorkshire.
Joseph se hallaba en la baranda del castillo de proa. La brisa le batía la larga melena, mientras empuñaba una daga sobre una naranja y hablaba con Giovanni. Llevaba puesta una camisa blanca de linón y unos pantalones negros con una franja de color púrpura a lo largo de la costura lateral. Negro y púrpura, sonrió ella irónicamente; sin duda el hombre hacía públicos sus colores favoritos. Ella barrió los tablones del suelo con la cola de seda de su vestido largo y subió los escalones.
Giovanni la vio primero. Sonrió ampliamente:
—Capitano, sonó innamorato! ¡Estoy enamorado!
Joseph le ordenó a Giovanni que se esfumara y a ella la saludó con una reluciente sonrisa blanca a la que completaban un par de irresistibles hoyuelos.
—Buongiorno, bellissima.
Ella sintió un fuerte revoloteo en el estómago. El maldito rufián no sólo era irritantemente apuesto sino que también esos ojos, que brillaban cual gemas en aquel rostro bronceado por el sol, eran del más cristalino e inusual azul marino. Zafiros, pensó ella, deslumbrada en cierto modo, piedra que alguna vez se había creído era el centro de la tierra que reflejaba el cielo. ¿Cómo es posible que ella hubiera confundido esos ojos azules con unos negros?
La mirada fija y penetrante de él la registró de pies a cabeza, sin perderse ni un centímetro del rostro, ni de la piel descubierta del color del marfil, ni de la elegante silueta. Y con el más profundo desagrado, ______ descubrió que no se sentía menos afectada en ese momento de lo que se había sentido la noche anterior. Sintió un hormigueo al saber que aquel pirata irreverente, para quien el mundo era igual a una ostra, la encontraba hermosa.
Él rió de manera burlona, mascando ruidosamente un jugoso gajo de naranja.
—Confío en que hayáis dormido bien... en mi cama.
De modo que no pudo resistirse a preguntárselo. Ella miró fijo, de manera furiosa, aquellos perturbadores ojos ultra azules.
—Ciertamente no dormí en vuestra cama, ¡rufián! Aunque tal vez lo haga esta noche —respondió ella con aspereza—, y disfrute de saber que os estoy privando de ella.
—Touché! —Cortó el aire con la daga al tiempo que inclinaba la cabeza—. Mi cama está a vuestra disposición.
Ella lo miró con hostilidad, y el brillo sugerente reflejado en aquellos ojos le resultó contradictorio con el gesto galante.
—No merecéis que os lo agradezca. Los hombres honestos no secuestran a las damas inocentes.
—Por supuesto que no — Se metió otro gajo de naranja en ta boca—. Los tontos sí.
Una alta ola rompió en la proa. Ella se resbaló pero Joseph se empapó por competo. Ella lanzó una carcajada y se lamió las gotas de agua salada de los labios. Las botas de él golpearon con fuerza sobre los tablones de madera.
—Mannaggia! —gruñó mientras se exprimía el agua de la melena empapada. La miró echando fuego por los ojos—. ¿Os estoy divirtiendo? —Sin esperar respuesta se quitó la camisa mojada.
Ella quedó boquiabierta. Tenía un cuerpo absolutamente hermoso. Bronceado, cubierto de suaves vellos y moldeado con varonil perfección, exhibía una flexible vigorosidad obtenida a través de años de estricto régimen atlético. En el pecho tenía un medallón de oro grande y lustroso que contrastaba con la piel bruñida.
Le lanzó aquella sonrisa engreída que la hizo ruborizarse y se paseó hasta una mesa servida para dos: con copas de cristal, utensilios de plata y vajilla de porcelana que relucían sobre un mantel blanco niveo.
—¿Me acompañáis a almorzar? —le ofreció al tiempo que apartó una silla dorada estilo chaise caré.
Ella vaciló. Las discusiones verbales eran una cosa, pero ¿mezclarse con un pirata...?
—No tengo hambre —mintió ella, tratando de mantener los ojos apartados de su torso labrado. No era fácil.
—No habéis probado bocado desde ayer y sería una pena que se perdiera aunque sea una pizca de esa belleza. E dai—le dijo con tono dulce—, estoy seguro de que se os ha abierto aunque sea un poco el apetito.
—Perdí el apetito cuando fui capturada por un pirata bárbaro.
La sonrisa indulgente desapareció.
—No obstante os sentaréis junto a este pirata bárbaro y le haréis compañía mientras come.
—No lo haré —pronunció ella con valentía. No había escapado de Inglaterra para terminar bailando al son de los caprichos de un pirata. Giró sobre sus talones y se dirigió hacia el tramo de escaleras. Logró dar dos zancadas antes de que un brazo fuerte y bronceado se le enroscara en la cintura, clavándola de espaldas contra un pecho desnudo como de piedra.
—No hagáis que os persiga —Joseph le susurró suave al oído—. Me estoy esforzando por comportarme como un perfecto caballero. No tentéis a la bestia que hay en mí.
Se le cortó la respiración al sentir la cálida boca junto a su oído. El darse cuenta de que le gustaba la llenó de mayor antipatía. Se dio la vuelta y le dio un codazo fuerte en el pecho.
—Jamás me sentaré a vuestra mesa, ¡a menos que me amarréis a la silla! —Sin embargo, en el instante en que tocó esa piel aterciopelada y bronceada por el sol, sacó rápido las manos, como si se hubiese quemado con fuego. Le había sentido el corazón tamborilear fuerte y parejo debajo de esa cálida fibra muscular.
Joseph curvó los labios.
—Amarrada a una silla, ¿eh? No pongáis ideas en mi cabeza, ______. Ya casi estoy tentado de amarraros sobre mi regazo y daros de comer yo mismo. Os lo dejaré bien en claro. Si deseáis seguir disfrutando de mi amable hospitalidad, deberéis comer almuerzos y cenas en mi compañía hasta que os devuelva a vuestro vizconde. Entonces, ¿podréis sentaros a mi mesa como una niña buena?
Él la soltó y ella retrocedió tambaleándose y asintió con la cabeza de manera obediente. Él la depositó en la silla y se desplomó en la que estaba al otro lado.
—Vino? —Él indicó con un gesto la botella verde que adornaba el borde de la mesa.
Giovanni apareció de la nada y asió la botella. Mientras llenaba la copa de ella con un exuberante vino tinto, a pesar del parche negro que tenía en el ojo, a ella le pareció más humano que el tenebroso Lucifer que tenía sentado del otro lado de la mesa, con su único ojo marrón sin el fuego diabólico de los azules de Joseph.
—Os lo agradezco —dijo ella con cautela al tiempo que alzó la copa y se la llevó a los labios.
Giovanni sonrió con placer. Sin poder quitarle su único ojo de encima, sirvió una gran cantidad de bebida en la copa de Joseph. El vino tinto se derramó sobre el niveo mantel. Joe cogió a Giovanni de la muñeca, le arrebató la botella de la mano y dijo bruscamente:
—Ma cosa fai, idiota? ¿Qué diablos estás haciendo, idiota? ¿No tienes nada mejor que hacer que andar fastidiando?
Giovanni sonrió con bochorno:
—No. Nada.
Joseph dio un golpe con el puño sobre la mesa y se puso de pie, absolutamente irritado:
—¡Retírate!
—Va bene. Ya entendí —rió Giovanni entre dientes. Le dedicó a ______ otra sonrisa tímida y abandonó el castillo de proa, riendo disimuladamente, aunque lo bastante fuerte como para que lo oyeran todos los marineros.
—¿Siempre estáis malhumorado con vuestros subordinados? —le preguntó ______, mientras Joe regresaba a su silla—. Si continuáis así, lo que sigue es una conspiración a vuestras espaldas, os darán un golpe en la cabeza, robarán vuestro barco y escaparán en él —Sonrió ella con gracia.
—¿No es de mala educación llevar puesto el sombrero en la mesa? —le preguntó él con una sonrisa insinuada.
Una notable sublevación apareció en los ojos felinos.
—No cuando a una la obligan a comer en una compañía miserable.
—Quizás esto os sorprenda, pero tomar como rehén a estúpidas doncellas con fastidiosas criadas no es mi idea de un entretenimiento de primera.
—¿Entonces qué? —preguntó ella con una mueca de desagrado, ardiendo de un color rojo ya obsceno—. Quiero decir... ¿para qué me secuestrasteis?
Él le lanzó una sonrisa seductora.
—Mi idea de un entretenimiento de primera es secuestrar a estúpidas doncellas sin fastidiosas criadas —Él rió entre dientes cuando ella desvió la mirada—. Ma dai, vamos. No os enfadéis. Ya tendréis oportunidad de vengaros de mí. Además, estoy famélico. Quitaos el sombrero, así podremos comer de una vez.
De mala gana, ______ obedeció. Un criado vestido con una larga túnica blanca se acercó a la mesa. Dispuso bandejas de plata colmadas de pan tierno, colorido antipasto y un bol cubierto.
—Ayiz haga tanya, ya bey? ¿Algo más, amo? —le preguntó respetuosamente.
—Lah, shukran, Raed. No, gracias, Raed —Lo despidió Joe.
—¿Eso es árabe? —preguntó ella, sin poder ocultar su admiración. Cuando él asintió con la cabeza, agregó a regañadientes—: Habláis varios idiomas.
—Grazie —E inclinó su hermosa cabeza—. Qué amable de vuestra parte daros cuenta de ello.
—Fue una observación, no un cumplido —murmuró ella, irritada por la sonrisa presumida de él.
—Yo elijo sentirme halagado —dijo al tiempo que metió en la boca una aceituna que chorreaba aceite, y a ella se le hizo la boca agua. Nunca había probado las aceitunas—. Allora —señaló la opulenta comida y comenzó a nombrar los platos—: zucchine e melanzane, prosciutto crudo... —Quitó la tapa del bol, dejando a la vista carne de res con verduras de primavera cocidas al vino. Un vaho aromático llegó hasta donde ella estaba—. Sentíos libre de cambiar de opinión — Escogió una rebanada de pan crujiente y la mojó en aceite de oliva, la roció con una pizca de sal y mordió un bocado—. Salute! —Alzó la copa de vino y bebió hasta apurarla.
Miserablemente, ______ miraba fijo la apetecible comida e ignoró estoicamente las agitadas protestas de su estómago. Estaba dispuesta a morir de inanición en lugar de tener que comer con un hombre de esa clase.
Él sonrió con perspicacia.
—Faltan horas para la cena y vuestra criada está almorzando en mi camarote.
—No tengo hambre —______ respondió estrictamente cortante.
—Ya veo. Allora, os doy permiso para que disfrutéis de observarme comer.
De hecho ella lo observaba, pensando que sus modales en la mesa eran tan refinados como los de un noble. No obstante, él estaba decidido a provocarla, saboreando cada bocado, mirando al cielo, gimiendo de placer. Sus miradas se encontraron por encima de un zucchini mojado en salsa, atravesado por un tenedor. Joe sonrió burlonamente.
—Qué pena que hayáis perdido el apetito, princesa. Hay tanto para compartir... El cocinero del barco es un talentoso milanés. Una vez trabajó para una familia real. ¿Estáis segura de que no tenéis ni un poquito de hambre?
Ella le lanzó una sonrisa hostil.
—Prefiero la cocina francesa —Cuando una ceja negra azabache se levantó ante la provocación deliberada, ella alzó la copa lista para dar batalla. Hacía tres años, se había visto involucrada en una discusión similar con una baronesa francesa, defendiendo su verdadera opinión, que era pro Italia, por supuesto. En aquel entonces, ella contaba con amplios argumentos bajo la manga. En ese momento, estaba dispuesta a jugar a ser el abogado del diablo. Lo que fuera para fastidiar a su anfitrión—. Los italianos tienen mucho que aprender de los franceses.
Joe se hundió en el tapizado de satén de la silla y bebió el vino:
—Aclaradme algo. Los ingleses desprecian a los franceses; no obstante, imitan y adoptan todo lo que sea francés: el coñac francés, la cocina francesa, la moda francesa... ¿A qué se debe?
—Por el mismo motivo por lo que lo hace el resto del mundo: ¡es lo mejor! Imagino que los italianos alguna vez tuvieron algo que alabarles, pero hace siglos perdieron el buen gusto. Me atrevo a decir que en la actualidad, los franceses los eclipsan en todos los ámbitos. Hasta en el arte.
Los ojos azules de él ardieron. Al mismo tiempo reía rapazmente, ansioso por aplastar al oponente.
—Entonces sí sois consciente de que para fundamentar el debate tendréis que probar la comida. A propósito —dijo mientras estudiaba el fluido color escarlata que se bamboleaba en la copa—: ¿el Barbacarlo es de vuestro agrado? A mí personalmente me agrada la sensación cuando baja muy suavemente. ¿Qué opináis vos, princesa?
Ella hizo una mueca atrevida con los labios mojados de vino.
—Sí estáis proponiendo un desafío experimental, debéis proveer vino y comida francesa para comparar.
—Eso no será posible, ya que el único objeto francés de por aquí es el barco.
Intrigada, ella echó un vistazo alrededor. Desde cualquier punto de vista, el Alastor era un buque formidable, una fortaleza flotante conducida por enormes velas blanqueadas al sol.
—¿Cómo es que habéis adquirido esta fragata francesa? Sin lugar a dudas se trata de un buque de guerra.
Él quedó impresionado.
—Muy perceptivo de vuestra parte. De hecho, el Alastor es un cachorro que pertenece a la flota francesa. Solía ser uno de los mejores de Luis.
—Ya veo —dijo ella fríamente, encontrando su alusión al rey de Francia como si se tratara de uno de sus tontos amigos más cercanos—. Los muelles de Luis estaban atestados y entonces dejó que os llevarais uno.
—De hecho me lo llevé. Un asunto insignificante relacionado a una apuesta que tuve con monsieur le Roi —Le lanzó de nuevo aquella indignante sonrisa burlona—. Perdió.
—Eso es ridículo. Vos hacéis apuestas con el rey de Francia, ¡igual que yo voy camino a los fuegos del infierno en Tortuga!
El muy desvergonzado seguía sonriendo.
—Qué pena por los piratas que pronto se volverán pobres.
______ lo ignoró y se concentró en el paisaje. ¿Cuántos tristes inviernos había anhelado tener enfrente aquella vista impresionante? Si estaba condenada a andar por la vida extrañando a sus padres y a su hermano desde lo más profundo de su alma, al menos lo haría bajo un sol cálido y como un espíritu libre.
—¿Habéis estado antes en este extremo del mundo? —Le llamó la atención Joe.
—No, no he estado —El tono de voz de ella se tornó sarcástico—. ¿Y vos?
—He estado en muchos sitios, princesa, lugares que os fascinarían.
—Silverlake y yo tenemos grandes planes de viajar por el mundo una vez que contraigamos matrimonio —mintió ella de nuevo, irritada por la tranquila superioridad de él.
—Davvero? ¿Y eso será durante o después de la guerra? Lamento tener que estropear vuestros planes, princesa, pero tengo la impresión de que vuestro honorable Silverlake está más interesado en combatir piratas que en cumplir con sus obligaciones con su amada prometida. Fue muy descuidado de su parte dejaros viajar sola por estas aguas donde es probable toparse con buques de guerra franceses o españoles.
—¿Qué sabéis vos del honor o del deber? —siseó ______.
—Supongo que muy poco. No obstante, ¿no se os ha pasado la edad marital usual de las jóvenes elegantes? —La examinó largamente y luego le preguntó con calma—: ¿Cuánto tiempo hace que estáis comprometida con él?
—Eso no es de vuestra incumbencia —le contestó fríamente, nerviosa por el giro que había tomado la conversación. Aunque su compromiso se había fijado hacía siglos, Lucas parecía decidido a posponerlo, sin pensar en su inquieta prometida que lo esperaba sentada en casa. Navegar rumbo a Jamaica había resultado ser la solución perfecta. Finalmente, ella conocería el sabor del sueño de sol brillante y la libertad, tendría la oportunidad de conocer el mundo sobre el que había leído y soñado tanto, y así podría instar a Lucas a que pusiera una fecha de boda definitiva.
—¿Cuánto hace que está apostado en Jamaica? —la acosó Joe.
—Tres años.
—Tres años es demasiado tiempo para estar separado de la mujer que uno ama —Le sostuvo la mirada en medio de un silencio opresivo y luego se inclinó acercándose más—. Ya sé lo que opináis de mi persona, ______. Que tengo un alma negra y corrupta, mientras que él es un santo merecedor de un par de bonitas alas blancas. Pero, suponiendo que Silverlake fuese el hombre que vos decís que es, ¿por qué razón ese idiota os abandonó? ¿Es que prefiere a los muchachitos o simplemente es ciego? Si vos fuerais mía, bella donna, no os tendría lejos de mi vista ni tres días; ni qué hablar de tres largos años. Os mantendría precisamente donde pertenecéis: a mi lado, todo el tiempo, y la mayor parte, en mi cama. Y os enseñaría mejores maneras de usar vuestra rápida lengua, amore.
A ella se le secó la lengua. La coherencia regresó gradualmente.
—¿Por qué atacasteis el Pink Beryl?
—Os estaba buscando a vos —Al notar el terror en los ojos de ella, ablandó la expresión severa de su rostro con una sonrisa—. Nada de eso. Encontraros ahí fue pura suerte. Intercepto a todo barco rumbo a Kingston.
Ella aflojó la tensión en los hombros.
—¡Miserable desgraciado! No es de extrañar que todo el mundo os odie. ¿Qué esperabais capturar? ¿A una pobre víctima que os hiciera compañía en las comidas mientras devorabais los placeres de vuestro cocinero milanés? ¿Alguien que no os causara problemas?
—¿Y a esto le llamáis "no causar problemas"? —Rió entre dientes al tiempo que bebió un sorbo de vino—. Debéis saber, mi belleza de lengua afilada, que estaba a la caza de algo de valor para Silverlake.
—Algo para canjear "eso" que no tiene precio —En ese instante ella comprendió y sonrió de manera triunfal—. ¡"Eso" no es una cosa! ¡Sino una persona! Alguien para vos más importante que el oro, a quien Lucas ha capturado y mantiene cautivo, y dado que su honor no le permite venderos a esa persona, buscasteis algo que lo forzara. ¿Quién es esa alma desafortunada a quien estáis desesperado por liberar? ¿Uno de vuestros compinches? ¿Algún compañero pirata?—se burló ella.
—Bueno, ¿quién hubiera dicho que la encantadora cabeza de una rubia razonara tanto? —comentó Joseph con genuina fascinación—. Ya siento pena de tener que perderos, amore. Tal vez debería intentar persuadir a Silverlake con oro. Uno nunca sabe hasta que lo intenta.
El terror se grabó en los ojos de ella.
—No seríais capaz.
—¿No? —Sonrió él desafiándola con la mirada—. Aun con toda esta comida sobre la mesa, saborearía clavar los dientes en una parte selecta de la carne de vuestro delicioso cuerpo.
Ella se puso de pie.
—¡Bestia insufrible! Buscaos a otro que soporte vuestros patéticos modales. Conmigo es suficiente —Con una mirada furiosa y mordaz abandonó la mesa.
Joe la alcanzó de un salto. La cogió de la muñeca y de un tirón ella cayó justo en sus brazos. Pero inmediatamente retrocedió de un salto:
—¡Soltadme! Ya tuvisteis vuestro almuerzo. Ahora dejadme regresar al camarote.
Él le alzó el mentón con un dedo:
—Sois más hermosa de lo que recordaba, ______, y a pesar de que me prometí dejaros en paz, casi no logro... controlarlo. Tres días más de esto y me convertiré en un imbécil bobalicón.
A ella le llevó algunos minutos recapitular.
—¿Vos me recordáis? ¡Eso es imposible! Yo no os conozco. Apenas nos conocimos anoche, ¡por el amor de Dios!
—Sí que nos hemos cruzado, ______ —susurró Joe—, y puedo probarlo. Comed conmigo durante estos tres días que pasaremos juntos y prometo contaros todo antes de separarnos.
______ ardió en un caldero mental de curiosidad y hostilidad durante un largo rato, sintiéndose debilitada poco a poco por la intensa súplica de aquellos endemoniados ojos azules.
—Está bien. Ahora soltadme. Yo... yo estoy muerta de hambre.
Joseph rió entre dientes, hizo lo que le pidió y una vez más la invitó a tomar asiento
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 28th 2010, 14:33

yero tienes que seguirla!!!
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 28th 2010, 14:40

mas tarde subo (: graciias x leerla!..
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 28th 2010, 21:08

Yeeriitooo
Muahaha ya estoy en mi casa....
al fin puede leer el cap!
Esta buenisimooo
Siiguela pliss!
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 29th 2010, 09:44

^chiikas sorry x no ponerlo, pero voii camino al odontologo (: cuuando llegue els pongo (;
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 29th 2010, 13:56

yerrrrooooooo seguiaaaaaa yaaaaaa
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 29th 2010, 18:43

suubiendoo
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 29th 2010, 18:47

Capítulo 3


No era una buena noche para ser una príncipe italiano. Cesare Sforza se hundió en un sillón roto y escudriñó las paredes frías y austeras del Castello Sforzesco. Su esplendor había sido saqueado. Eficazmente. Brutalmente. Completamente. Desvalijado por sus recaudadores chupasangres. No le quedaba nada. Peor aún: sus días en el palacio familiar estaban contados.
Una llama débil saltaba en el hogar. Cesare tenía la mirada fija en un espejo hecho pedazos que colgaba de una de las paredes. Fornido, de cabellos negros como el azabache, vestido de negro de pies a cabeza, su reflejo complementaba tristemente el entorno. Aunque se hallaba en la flor de la vida, parecía acabado; sus facciones claras eran frías como las de una estatua, sus ojos azul oscuro tenían esa mirada furiosa que sus enemigos habían calificado como "la mirada de una bestia salvaje en peligro". Cesare sonrió enconadamente. La misma mirada que le había valido desprecio y vituperio a la larga lo haría triunfar y dominar. Un día cercano encontraría a ese canalla de la cicatriz en el rostro que le había robado el medallón Sforza. Lo mataría y se convertiría en el futuro Duque de Milán.
Mientras tanto, Cesare tenía que sobrevivir sólo con su astucia e ingenio mientras los españoles acababan con la economía de Milán. Maldijo y tragó un sorbo de coñac. Era la última botella. El viejo tesoro de vinos y licores que había en la bodega había corrido la misma triste suerte que las obras de arte y los muebles. Y ahora que el Ejército Imperial se encontraban en las puertas de Milán, él también tenía que huir, salvo que... ¿a dónde podría ir? Todos los países que integraban la Gran Alianza eran un camino sin salida, ya que él abiertamente tomaba partido por Francia. Lo había hecho después de que el Emperador y el Papa le negaran el diritto de imperio, su legítimo reclamación al ducado de Milán. ¿Debía irse a París?, se preguntaba. Había peores lugares para pasar el invierno venidero, pero ¿qué había de bueno en París para un príncipe milanés empobrecido? Además, había que tener en cuenta el desafortunado incidente con el sucesor francés. Hacía dos años, Luis le había echado la desgracia encima, jurando que si Cesare volvía a acercarse a alguna mujer francesa, lo encerraría en la Bastilla y tiraría la llave. Luego él había contraído matrimonio. No era culpa suya que ese papa de cuello ancho y ojos saltones se negara a otorgar la anulación. Si un hombre golpeaba a su esposa, ¿no era ese un signo claro de que estaba harto de ella? Qué pena no haber envenenado a Camilla después de despilfarrar su fortuna. Ahora tenía que cargar con ella, pero esa vaca estúpida había escapado a Roma a llorarle a su tío —que inoportunamente era el mismísimo papa Clemente— contándole acerca del malvado esposo que tenía. Por tanto, definitivamente no era posible ir a Roma. Podía ir a España. Buscar alguna rica heredera en Madrid. Seducirla, envenenarla, coger su dinero... La idea le resultaba atractiva, pero no así España. Detestaba a esos españoles barbudos.
Unos pasos que se acercaban de prisa hicieron eco en las lúgubres paredes de la gran mansión. Cesare sacó su daga, su vieja amiga lustrosa y letal.
—¿Quién anda ahí? —gritó, entornando los ojos en la penumbra.
Envuelto en una capa negra, un hombre diminuto se presentó bajo la débil luz del hogar. Su voz sonaba como un susurro áspero.
—Os traigo buenas nuevas, monsignore. Excelentes nuevas.
Cesare resopló y enfundó la daga. Ya aburrido, musitó con el mismo entusiasmo de una cabra muerta:
—Dime de qué te has enterado, Roberto.
—Lo encontré, monsignore —Rió Roberto con disimulo. Se llevó la punta del dedo a la sien izquierda y dibujó tina cicatriz con forma de medialuna.
Cesare pegó un salto en la silla.
—¿Estás seguro?
—Si, monsignore. Izad el biscione . "La víbora que llevó a los milaneses al campo de batalla".
—¡Ya lo sé, stupido! —Cesare fulminó al espía con la mirada—. ¿Dónde está? ¡Dímelo ahora mismo!
—Vi al Alastor navegar desde Génova con el hombre de la cicatriz de medialuna a bordo. Aunque no desembarcó, lo vi con mis propios ojos, y todavía lleva...
—¡No me interesa lo que lleva, stronzo! —vociferó Cesare. Lo que le interesaba era echarle mano al medallón y luego cortarle el cuello a ese bastardo. Su archienemigo. Su maldición—. ¡Cuéntame todo! ¡No pongas a prueba mi paciencia!
Encogido del miedo ante la furia de su amo, Roberto harbulló:
—Él... él navega hacia el Caribe. ¿Qué debo hacer ahora, monsignore? ¿Debo ir tras él? ¿Convertirme en su sombra?
Cesare se sentó. Tenía que pensar rápido y con astucia, hacer uso del instinto asesino que había perfeccionado en las mesas de juego de naipes. El rey de Francia era el único hombre con el poder suficiente para deshacerse de ese canalla, pero para lograr el apoyo de Luis, Cesare tendría que darle algo a cambio: ¿pero qué?
Luis quería España, de modo que había puesto a su nieto Felipe en el trono español y le había declarado la guerra al continente entero para mantenerlo allí. Quería Italia, así que envió medio ejército para ocuparla. Ahora el príncipe Eugenio de Saboya, el comandante supremo del Ejército Imperial, estaba amenazando las conquistas de Luis. No había nada que Luis quisiera más que eliminar a Saboya.
Cesare sonrió. Sabía el método exacto para aprovecharse de eso. Miró a Roberto.
—Sí. Ve tras el pirata. Conviértete en su sombra. Me reuniré contigo dentro de dos meses en Gibraltar. Averigua a dónde va, con quién habla, con quién duerme. Sí para ello tienes que sobornar, envenenar o estrangular a alguien... Hazlo. ¡Quiero saberlo todo! Capisce? Y... si se te presenta la oportunidad, mátalo. Quiero el medallón de oro que lleva colgado en su maldito cuello.
Roberto se sobresaltó.
—¿Que mate al...? —Pero al ver la mirada furiosa del amo, hizo una rápida reverencia y murmuró—: Si, monsignore. Así se hará —Se retiró sigilosamente, con la capa abultándose detrás de sí.
Sonriendo con satisfacción, Cesare levantó la botella de coñac del suelo. Pronto tendría todo lo que siempre había querido. Estiró las largas piernas y le hizo un brindis a la víbora real tallada en la pared de piedra.
—Ah, Stefano. Aunque tengas que morir, no temas, pues la muerte es amarga, pero la fama es eterna.
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 30th 2010, 08:50

awwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww yero siguela yaaaaaaaaaaaa
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 30th 2010, 12:22

ma starde pongo (;
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 30th 2010, 19:31

MAAYOONESSAA!!! Juro que no cambie mi perfil completamente & radicalemnte xD
Razz
Jajaja
esqe me acosaban e..e
oks no!
Jajajaja
psss siguele
mugre floja!
xD
me ire a leer tuuss otras noves Razz
siggueueueulellalala!
que apdre escribo como tu
8-)
Jajajaja


Última edición por Lili_Heyyou!:) el Septiembre 30th 2010, 19:38, editado 1 vez
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 30th 2010, 19:35

amee tu firma! ¬.¬ explicame tu foto? e sla misma ke la mia ke acoso xDD te denunciare xDD mentia xDD
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 30th 2010, 19:39

No creemme tal ves me mates o algo asi!
pss es la unica que encontre rapido!
Jajaja
mañana la cambio!
xD
Razz
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 30th 2010, 19:43

hahhaha normal ¬.¬ acoso de pana es coso xDD te amo vale (;
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Septiembre 30th 2010, 20:01

Acoso & BLABLA! xD
Jajajaja
:$
Tu me acosas maldita!!
Looo seee (:

Razz
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MensajeTema: Re: Mii Pirata Malvado [HOT & ROMANTICA] Joe& Tu   Hoy a las 09:03

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